Dott. Emanuele Cananzi
benvenuti

Il servizio di Psicologia dell’Eta Evolutiva è rivolto a bambini e ragazzi da 0 a 18/19 anni (per alcuni specifici ambiti fino anche ai 25 anni) e alle loro famiglie.

Per semplificare, possiamo suddividere questo periodo dell’arco di vita in alcune macrofasi:

- Neonatale
- Prescolare
- Scolare
- Preadolescenziale
- Adolescenziale

Ognuna di queste fasi coinvolge bambini e genitori (o figure di accudimento, volendo includere anche le situazioni in cui i processi evolutivi di un individuo non possono essere supportate dai genitori biologici o adottivi) in modi sempre differenti passando da una modalità totale di assistenza dei primi giorni di vita alla sempre maggiore acquisizione di autonomia, fino all’indipendenza dell’età adulta.

Così, diversi e in evoluzione saranno anche i grandi temi psicologici che contraddistinguono ognuna delle fasi.

Nel periodo neonatale, per esempio, i temi dell’alimentazione (allattamento e digestione) e del sonno saranno i più significativi, e manterranno la loro importanza anche nella successiva fase prescolare, in cui però si aggiungeranno le tematiche riguardanti l’acquisizione del linguaggio e quella della deambulazione, oltre all’instaurarsi delle prime relazioni sociali coi pari e con gli adulti (es. nido e scuola dell’infanzia).
E’ invece nel periodo scolare che iniziamo a incontrare i temi, così attuali oggi, dell’apprendimento e dei suoi disturbi specifici (DSA – per cui è possibile accedere a una sezione opportunamente dedicata nel sito) od anche la piena comprensione delle norme sociali e degli atteggiamenti e comportamenti che è opportuno tenere nella vita di tutti i giorni.
La fase preadolescenziale è caratterizzata dall’inizio di una presa di distanza dai genitori (o dalle principali figure di accudimento) per via del naturale processo che rompe la totale idealizzazione del genitore (per cui finora ogni padre è stato il supereroe preferito di suo figlio); parallelamente si avrà la maggiore importanza data alle relazioni amicali e il repentino avvicinamento al periodo puberale.
L’adolescenza infine prepara ogni individuo all’età adulta attraverso importanti (spesso dirompenti) trasformazioni e mutamenti che parlano del bisogno di distacco dai riferimenti avuti finora, attraverso una serie di identificazioni esterne alla famiglie e a un significativo investimento sul proprio corpo (tatuaggi, piercing, modi insoliti di abbigliarsi) insieme all’aumento dei comportamenti trasgressivi quando non francamente devianti. Assai spesso per gli adulti della famiglia questo periodo rappresenta, a buona ragione, una fonte enorme di stress e messa in discussione della propria efficacia come individui, coppia e genitori.

Alcuni di questi grandi temi qui sinteticamente elencati, oltre ad essere più o meno salienti in età particolari della persona in evoluzione, sono rintracciabili, in modo trasversale, in tutte le fasi di sviluppo. Ci riferiamo in particolare all’alimentazione (e ai disturbi ad essa associati come anoressia e bulimie nervose e in generale disordini del comportamento alimentare); al sonno e al controllo degli sfinteri (enuresi e encopresi diurne o notturne); al linguaggio e, comunque, alla necessità di essere accuditi.

Trasversale poi è anche la possibilità di essere investiti da traumi di ogni genere (perdita di una persona cara per lutto o separazione; esposizione a catastrofi naturali, incidenti o aggressioni o qualsiasi altro evento vissuto in modo da stravolgere, confondere, immobilizzare).

Noi crediamo fortemente alla centralità del ruolo e della funzione relazionale nei processi di sviluppo individuali e intersoggettivi e consideriamo la relazione quale ‘strumento mediatore’ privilegiato per l’acquisizione di ognuna delle diverse competenze dello sviluppo psicologico e organico.

Il servizio offre la possibilità di un’osservazione psicodiagnostica complessiva (area cognitiva, area affettivo-relazionale, area degli apprendimenti) in grado di fornire alle famiglie un’indicazione, il più possibile esaustiva, sulle modalità di ‘funzionamento’ della persona nel suo percorso evolutivo.

Nei casi in cui si rendesse opportuno, la Relazione Clinica può essere impiegata per la presentazione di domande inerenti le agevolazioni della L 104/1992 in materia di assistenza e integrazione sociale.

Lo psicologo, nei casi riguardanti l’attuazione della legge 104, si impegna a presenziare agli incontri scolastici dedicati allo studente, con dirigente, insegnanti e genitori, che prendono il nome di Gruppi Operativi ed hanno luogo 2 o 3 volte nel corso dell’interno anno scolastico; tali incontri sono da considerarsi molto importanti per ognuno dei partecipanti poiché consentono di fare un punto della situazione, la verifica degli obiettivi precedentemente postisi ed l’individuazione di eventuali nuove mete. In accordo con le famiglie è possibile strutturare modalità di consultazione prolungata, i cui tempi e le cui modalità saranno decise caso per caso, al fine di intervenire, ove possibile e auspicabile, sui temi sensibili rilevati nel percorso di osservazione.

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